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Abbiamo visto insieme / Cineforum / 2016/2017 / ARRUGAS - RUGHE

ARRUGAS - RUGHE


martedì 31 gennaio


Emilio era un direttore di banca e la sua identità resta ancorata agli oggetti da cui non si separa mai, un orologio e un portafogli. Ora che è anziano e ha un principio di Alzheimer, il figlio e la nuora hanno deciso di metterlo in un ospizio. Le cose non sarebbero dovute andare così, pensa Emilio. Lo pensano un po' tutti, lì dentro, tranne Miguel: lui è lucido e realista, al limite del cinismo. Diventerà un amico prezioso per Emilio e lo aiuterà il più possibile ad evitare il temuto secondo piano dell'edificio, destinato a chi non è più autosufficiente. Anche il più forte, però, scoprirà di aver molto da imparare dal più debole.
Il film di Ignacio Ferreras, basato narrativamente ed esteticamente sul graphic novel di Paco Roca, è dedicato agli anziani. Così dice una didascalia al termine della storia, poi il film si dilunga ancora un attimo, per permettersi una chiusura definitiva più spiazzante, solo apparentemente fuori tono. Eppure non è per loro: è per tutti gli altri, bambini compresi, nonostante la distanza che li separa da quell'esperienza o, anzi, proprio in virtù di quella distanza, perché si accorci, perché quei due poli, che non comunicano più tra loro, possano capirsi un po' meglio. Non è esplicitato, ma il film lo dice a suo modo, scegliendo per esempio di descrivere l'arriva di Emilio all'ospizio con il ricordo di Emilio bambino del primo giorno nella nuova scuola. Nuovi compagni di viaggio, uno scomodo soprannome, piccole crudeltà, grandi complicità. Per gli spettatori della terra di mezzo, invece, quelli della cosiddetta maturità, gli autori hanno tenuto in serbo le battute più amarognole, quelle sulla "sala d'aspetto" o sui famigliari degli anziani che sono come il torrone, vengono a Natale e procurano il mal di stomaco.
È già chiaro così che non è un film che faccia sconti, Arrugas , e che l'animazione non addolcisce affatto la pillola; se mai, a tratti, può sapere quasi di scherno. Eppure la dolcezza non manca, solo che si fa strada lentamente, col passo dell'accettazione e della consuetudine obbligata. "Cosa gli dici per farlo sorridere?" chiede un giorno Emilio, esasperato, alla donna dell'anziana coppia che siede di fronte a lui a mensa. "Imbroglione", è la risposta. La spiegazione è tenera e affonda negli anni della giovinezza e nell'amore, ma è proprio l'imbroglio la chiave del film. Solo trasformando gli scherzi di cattivo gusto in dolci inganni, Miguel farà pace col posto che lo ospita e con la sua ragion d'esserci. Premiato come miglior film d'animazione e per la miglior sceneggiatura non originale ai Goya 2012.

Potete visualizzare la scheda completa cliccando qui

ORARI:
Martedì: ore 21:00
Durata del film: 89 minuti
Biglietto per Adulto € 5,50